Esposizione corretta - luce incidente - Sekonic

Esposizione corretta, e ce ne freghiamo dell’esposimetro

Voglio riprendere il discorso del precedente articolo. In questo modo oltre a mettere a fuoco senza guardare nel mirino riesci anche ad avere una esposizione corretta nella foto di questi maledetti piccioni (se non sai di cosa sto parlando leggi il precedente articolo, non te ne pentirai).

Ok ti faccio un rapidissimo riassunto. Nel precedente articolo stai passeggiando per i Fori Imperiali a Roma. Vedi un gruppo di piccioni che mangiano per strada quando poco distante c’è un autobus della linea 51 che sta andando proprio contro di loro. Il tuo pensiero è: “adesso faccio una super foto strafiga dei piccioni che svolazzano“. Ma come ci insegnano tra aspettativa e realtà c’è una gran bella differenza.

Prendi la fotocamera, sistemi il diaframma, punti esposizione, messa a fuoco e… ed è passato talmente tanto tempo che i piccioni se ne sono andati da un pezzo. Allora nel precedente articolo ti ho spiegato due punti fondamentali che ho accennato qui sopra: diaframma e messa a fuoco. Avendo letto il mio precedente pezzo sai mettere a fuoco semplicemente scegliendo un diaframma.

Resta l’ultimo punto fondamentale.

Calcolare un’esposizione corretta

Ora, non parlarmi di esposimetro, nemmeno di uno esterno dato che ho intenzione di fare fotografie senza utilizzare qualsiasi sorta di aiuto. Abbiamo detto che in passato mettevano a fuoco senza guardare nel mirino. Immagina un fotoreporter, uno che deve cogliere l’attimo. Così come uno street photographer. Non avevano tempo di mettere a fuoco figuriamoci di guardare l’esposimetro.

Ecco che quindi nasce la mitica regola del 16

Prima una piccola precisazione però. Quello di cui andrò a parlare riguarderà si la quantità di luce, ma prenderò in considerazione la luce incidente, non la luce riflessa. Per calcolare la corretta esposizione, l’esposimetro delle nostre macchine fotografiche legge la quantità di luce che riflette il soggetto della nostra fotografia. In questo caso parliamo di luce riflessa. La luce incidente invece è quella che colpisce il soggetto.

Ovviamente il calcolo dell’esposizione sulla luce incidente sarà sempre “sporcata” da tutti gli eventuali elementi nella scena che riflettono luce e quindi avremo un valore medio. Per questo infatti un moderno esposimetro delle nostre moderne macchine fotografiche eseguono vari tipi di calcolo di questa media: esposizione spot, matrix, ecc…

Vabbè, ma a noi non ce ne frega niente. Noi parliamo di luce incidente. Partiamo da questa regola del 16.

L’esposizione corretta è f/16 con una velocità dell’otturatore pari al valore ISO

Che vuol dire? Che se imposto f/16 e ho la (pellicola) mia fotocamera impostata a ISO 100, dovrò scattare ad 1/100 di secondo. Allora prima scrivo la teoria e poi subito la pratica.

Scattando con ISO 100 i relativi valori di diaframma.
  1. f/16 –> Sole pieno
  2. f/11 –> Sole pieno ma coperto da nuvole
  3. f/8 –> Cielo completamente coperto
  4. f/5,6 –> Nuvole da pioggia

Torniamo ai nostri piccioni. Usciamo dalla metropolitana e il sole splende alla grande. Io penso una cosa. Imposto ISO 200, diaframma f/16 e tempo di scatto? 1/200 di secondo. Sono uscito con la mia lente fissa da 35mm e grazie all’iperfocale so che da circa 2 metri e mezzo in poi, il mio soggetto sarà sempre correttamente a fuoco e ora, anche correttamente esposto.

Esposizione corretta - ISO-100
Esposizione corretta: 1/100 di secondo, ISO 100, f/16
Esposizione corretta - ISO-400
Esposizione corretta: 1/400 di secondo, ISO 400, f/16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stupidissimo esempio di come abbia ottenuto un’esposizione corretta senza guardare l’esposimetro della mia fotocamera.

Esposizione corretta - ISO 400 - f/8
Esposizione corretta: 1/400 di secondo, ISO 400, f/8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo ulteriore esempio ho voluto simulare un cielo completamente coperto e a quanto pare la regola del 16 sembra funzionare.

Denis, vuoi ricapitolare per piacere come faccio a fare le foto a questi piccioni che scappano?

Bene.

  1. Esco dalla metropolitana e come prima cosa evito tutti i venditori ambulanti di souvenir (al Colosseo ne è pieno, fuggite).
  2. Guardo il tempo. Bello, anche se un pochino coperto. Uso il mio grandangolo fisso da 35 mm.
  3. Ho letto l’articolo di Denis (questo). Con questa luce: ISO 100, f/11, 1/100 di secondo.
  4. Ma io sono intelligente, e dato che voglio beccare anche qualche effetto di movimento imposto la fotocamera così: ISO 100, f/13, 1/80 di secondo.
  5. Controllo l’iperfocale. Se non ho le tacche sul barilotto posso anche usare qualche app (Android o Apple). A f/11 so già che da circa 3,8 metri in poi è tutto a fuoco. A f/13 poco meno. Imposto la messa a fuoco.
  6. Mi avvio sui Fori Imperiali.
  7. Becco sti maledetti piccioni.
  8. Porca miseria sono stato talmente rapido a fare la foto ora che ho scattato ancora prima che scappassero. Vabbè però ora mi dispiace, il momento in cui scattare non te lo posso dire io. La foto devi farla tu.
Ora sei capace di fare una fotografia senza mettere a fuoco, trovare l’esposizione corretta senza l’ausilio di un esposimetro e fuggire dai bangladini che vendono souvenir e bottigliette d’acqua all’uscita del Colosseo.

Questo dovrebbe farti riflettere su una cosa importante. Davvero vale la pensa spendere soldi per un’attrezzatura da migliaia di euro solo perché ha autofocus a millemila punti, ISO 256000 o chissà quale altro ausilio supertecnologico del momento? Ovviamente se sei un professionista con necessità particolari la risposta è si.

Ma se sei appassionato di foto di strada, ritratto o anche paesaggistica il mio consiglio è sempre di spendere poco. O meglio, non pensare all’ultimo ritrovato tecnologico uscito come un modo per migliorare la tua arte. Lavora con i mezzi che hai prima. Al massimo spendi qualche spicciolo in più su un buon obiettivo.

Io spero davvero che questo mio articolo sia stato, o almeno sarà, utile. Il significato è ben più profondo di un semplice “mettere a fuoco” o “calcolare una corretta esposizione”, ed è spiegato in quest’ultimo paragrafo. Ora sei in grado di fare una fotografia con una macchina fotografica senza nemmeno le batterie.

E’ in preparazione il mio prossimo articolo, iscriviti alla mia newsletter per sapere quando uscirà. Nel frattempo puoi fare 2 cose importanti: una per te, l’altra per entrambi.

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2 commenti su “Esposizione corretta, e ce ne freghiamo dell’esposimetro

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