fotografia boudoir - Paola

Fotografia boudoir: sicuro di saperci fare con le donne?

Come accennato dal precedente articolo, come conquistare una modella, mi piacerebbe parlare di uno dei generi fotografici più tosti in assoluto: la fotografia boudoir.

Precisazione iniziale.

Quello che scrivo è frutto di esperienza, tanta.

Anzi l’ultima precisazione. Per questo genere di fotografia mantengo il riserbo più assoluto. Infatti non ho pubblicato nessuna foto dei servizi boudoir fatti, ma solo qualche scatto di esempio che può ritenersi compatibile con il genere.

Dunque, iniziamo.

Ma perché la fotografia boudoir è così complessa? Scattare foto glamour o di nudo potrebbe risultare più difficile. In fondo non è sempre facile far spogliare una ragazza alle prime armi. La fotografia boudoir invece non richiede per forza un nudo (ma non lo richiede nemmeno il glamour però se ci pensi bene).

E allora?

Semplicemente perché una fotografia boudoir forza la modella non ad essere nuda, ma a mettersi a nudo. Noti la sottile differenza?

E’ una questione di intimità.

Fammi richiamare qualche concetto del precedente articolo (se non lo hai letto è ora di farlo).

Ho scritto innanzitutto a grandi lettere che “la responsabilità è del fotografo“. Questo per quanto riguarda il giusto rapporto da instaurare con la modella. Per un fotografo boudoir questa responsabilità è amplificata a dismisura.

Quando vengono della ragazze che vogliono iniziare a costruirsi il proprio book fotografico o un loro composit, abbiamo a che fare si con l’imbarazzo della loro prima volta davanti ad un obiettivo, ma anche con un’età solitamente molto differente. A 18/20 anni (o poco più) l’imbarazzo svanisce abbastanza velocemente, anche se non è una regola. Ma generalmente è così.

Ma quando si sale con l’età?

Ecco li so c@##i. Si perché si entra in un discorso complesso. L’insicurezza, il chiletto di troppo, la rughetta (non l’insalata), ecc… Il tutto mischiato a quello che avrebbe avuto se avesse avuto 20 anni e senza mai essere stata fotografata. Ecco quindi che il fotografo boudoir deve davvero impegnarsi.

Sento spesso dire che una donna fotografa riesce meglio in questo genere. Per me non è così. Che vuol dire che solo perché le donne si fanno la doccia insieme in palestra sono capaci di mettere a proprio agio qualunque altra donna? Anzi sai che ti dico, e qui scattano i 92 minuti di applausi, che con un buon fotografo uomo non c’è storia (si ma ora te lo spiego perché la penso così, non sono maschilista).

Io penso che se una donna riesce a tirare fuori tutta la sua sensualità e venire apprezzata da un uomo, soprattutto in quel momento poi, quando si è messa completamente a nudo, allora la soddisfazione è maggiore. Molte delle donne che partecipano ad un set boudoir lo fanno per superare un momento di insicurezza. Altre per ribadirla invece e conservare per sempre quei momenti.

Altro luogo comune poi, nel caso il fotografo sia un uomo, sta nel far essere presente sul set una donna. Ma che cosa vuol dire? Che se c’è una persona si vergogna, se ce ne sono due no?

Ti racconto una piccola esperienza.

Cristina mi contatta e mi dice: “Denis vorrei che mi facessi qualche foto ma sappi che sono timida e per me sarebbe la prima volta”.

Va bene le rispondo io. Inoltre le preannuncio che ci sarà una MUA (truccatrice).

Cristina viene da me. La truccatrice fa il suo lavoro e iniziano a prendere confidenza tra di loro, ridono scherzano. Perfetto, meglio di così?

Mica tanto. Andiamo in camera e inizio a spiegare a Cristina le foto che vorrei farle (ti ricordi, ne ho parlato anche nel precedente articolo). Ci facciamo due risate, due scatti di prova per rompere il ghiaccio (ne approfitto anche per verificare la luce ecc…) e poi iniziamo a fare sul serio.

Chiedo alla MUA di darmi una mano. Quel giorno pioveva e dalla finestra entrava poca luce, quindi dentro ce n’era ancora meno. Volevo una schiarita con il pannello per alcune foto dove la luce dietro era troppo forte rispetto a quella davanti. Cristina inizia a sentirsi visibilmente in imbarazzo. Non guardava più me ma guardava la ragazza, inizia ad arrossire insomma, perde la concentrazione e il disagio è ormai visibile.

Fatta uscire la truccatrice la situazione è tornata alla normalità. Qualche giorno dopo mi ha confessato che si era sentita molto in imbarazzo. La fiducia che io avevo conquistato per farle fare alcuni scatti non l’aveva conquistata la mia, seppur donna, giovane aiutante del momento. E‘ con me, con il suo fotografo, che si era aperta. E’ questo il vero trucco di una buona fotografia boudoir.

fotografia boudoir - Cristina
Cristina

Nella mia fotografia boudoir ci sono un sacco di risate

Esatto. Proprio così. La professionalità ci deve stare (soprattutto quella). Ma ti immagini. Mettiti nei panni di una donna di 40/50 anche 60 anni che viene e ti fa: “oddio non l’ho mai fatto, sono tesissima” ecc ecc… E tu, come suo fotografo le rispondi: “ma signora non si preoccupi, si stenda e porga il viso verso…..”.

Io al “porga il suo viso” ho avuto una sensazione di svenimento. Ma porca miseria invece di alleggerire la tensione glie la appesantisci?

Lei è venuta da te dicendoti “sono tesissima….”. Ma sono sicuro al 99% che te l’ha detto con un sorriso, un sorriso imbarazzato ma con un sorriso. E’ venuta per divertirsi facendosi fare delle foto non per farsi curare una carie.

Hai dato uno sguardo alla foto di copertina? E questa qui sotto? Ti sembrano sorrisi e risate sincere o semplici foto fatte al matrimonio della cugina Giosualda?

fotografia boudoir - Yulia
Yulia

Qualche consiglio tecnico?

No. Cioè, non ti do nessun consiglio. Posso solo dirti cosa uso io. Tralasciando la fotocamera (uso una full frame, una Canon 6D Mark 1), penso che sia di maggior importanza conoscere gli obiettivi che utilizzo. Un 50mm e un 85 mm. Entrambe lenti fisse (quindi non zoom per i non addetti ai lavori) e con una buona apertura di diaframma. Se vuoi saperne di più non ti preoccupare perché sto preparando un articolo intero sulla mia attrezzatura.

Il vero segreto però è scritto qui

Anche se in realtà, dopo tutto quello che hai letto sopra, hai capito benissimo che una buona, se non perfetta, fotografia boudoir non dipende per niente dall’attrezzatura.

Il fotografo boudoir deve essere in grado di tirare fuori tutta la femminilità che una donna possiede e che a volte, se non spesso, tiene nascosta. Magari perché oggi, spesso, si viene bombardati da falsi miti tipo donne magrissime supercurate e superpalestrate. La vera femminilità non è questo, o almeno non solo, e lo sappiamo.

Le donne che si fanno fotografare da noi questo lo sanno, ma sta a noi ora non deluderle. Anzi quando riguarderanno le loro foto, magari fra vent’anni, diranno: “ma quanto ero figa“. Ricordandosi di quanti inutili problemi si fossero fatte. Ma soprattutto di quanto si siano divertite quel giorno.

E il merito sarà anche nostro

Assolutamente si, come siamo responsabili dei nostri fallimenti, lo saremo anche per i successi.

Fotografia boudoir - Yulia
Yulia

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2 commenti su “Fotografia boudoir: sicuro di saperci fare con le donne?

  1. Concordo pienamente con quanto hai scritto…! La responsabilità è sempre del fotografo, è una questione di feeling e dipende solo da noi…

    1. Assolutamente, ma può anche essere che non ci sia abbastanza intesa però. Cioè facciamo di tutto per mettere la nostra modella a proprio agio, ma se non ci si riesce non è sempre da considerarsi un fallimento.

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